Al Ministro della Cultura
Dott. Alessandro Giuli
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E, p.c.
Alla Capo di Gabinetto
Dott.ssa Valentina Gemignani
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Alla Direttrice Generale Risorse Umane
e Organizzazione
dott.ssa Marina Giuseppone
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Al Direttore Generale per gli Archivi
dott. Antonio Tarasco
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Comunicato sui requisiti d’accesso per gli archivisti, previsti dall’Ordinamento professionale
del personale non dirigenziale del MiC
Il 10 novembre scorso, il Ministero della Cultura ha adottato un nuovo Ordinamento professionale del personale non dirigenziale del MiC (decreto direttoriale DG RUO n. 1335, del 10/11/2025), poi revocato con la circolare della DG RUO n. 57 del 12 novembre 2025, che comunicava l’intenzione di voler “procedere a una rivalutazione complessiva della materia”.
Le nostre associazioni di storiche e storici accolgono con molto favore il proposito di rivedere l’Ordinamento professionale del personale, che nella versione poi annullata presentava alcune serie criticità. Già altre associazioni di storici e di tecnici di settore hanno pubblicamente richiesto che fosse ripristinato il requisito della specializzazione post laurea per la partecipazione ai
concorsi per funzionari archivisti, funzionari bibliotecari e per gli altri tecnici della tutela del patrimonio culturale.
Ci uniamo a questa richiesta e auspichiamo che sia tenuto fermo tale requisito anche in futuro, se si giungerà alla rivalutazione della materia.
Allo stesso tempo riteniamo che sia necessario anche rivedere le classi di laurea che permettono di accedere alla professione di archivista, che nell’Ordinamento sopra citato erano individuate solo in “Archivistica e biblioteconomia (LM-5) o titoli equiparati secondo la normativa vigente con indirizzo in archivistica”. Si tratta di una scelta che si discosta da quanto previsto da tutti i concorsi per archivista banditi a partire dalla creazione del Ministero, nel 1975, e anche precedentemente dal Ministero dell’interno. Come minimo, infatti, i requisiti di accesso includevano anche le lauree in lettere, storia, scienze politiche e giurisprudenza.
Quali assidui frequentatori degli Archivi di Stato e di archivi non statali vigilati dalle Soprintendenze archivistiche e bibliografiche, sappiamo quanto sia delicato e complesso il lavoro che debbono svolgere i funzionari archivisti e abbiamo potuto verificare come sia necessario che essi abbiano una solida formazione storica o storico – giuridica, oltre alla indispensabile
specializzazione in archivistica.
A questo proposito, osserviamo con preoccupazione come la conoscenza della storia sia progressivamente scomparsa dai requisiti richiesti nei bandi per il concorso per gli archivisti: mentre infatti fino al 1998 le materie d’esame includevano sia la storia d’Italia che la storia del diritto e delle istituzioni, il concorso del 2008 includeva solo la storia del diritto e delle istituzioni e i concorsi successivi non hanno più previsto alcuna verifica delle competenze e conoscenze storiche dei candidati. Anche la descrizione delle “Conoscenze specifiche” per gli archivisti previste dall’Ordinamento professionale non includono la storia d’Italia.
Riteniamo quindi necessario richiamare l'attenzione del Ministero su questo punto, soprattutto in vista dei futuri, ci auguriamo prossimi, concorsi.
Ci domandiamo, infatti, come possano archivisti privi di una buona formazione storica decidere quali fonti per la ricerca storica debbano essere conservate, o come possano procedere a complessi lavori di riordinamento di fondi archivistici. Gli archivisti, infatti, decidono quali fondi documentari prodotti dalle pubbliche amministrazioni debbano essere destinati alla conservazione
permanente e quali debbano essere scartati, nonché decidono quali archivi privati siano meritevoli di tutela. Gli archivisti svolgono dunque un ruolo chiave nel forgiare la memoria documentaria del paese; affinché possa essere esercitata in modo appropriato questa delicatissima funzione, occorre che negli Archivi di Stato e nelle Soprintendenze operino archivisti non solo laureati in archivistica, ma anche in storia, scienze politiche e altre discipline e che tutti abbiano, insieme a solide competenze archivistiche, un’ottima preparazione storica.
È quindi necessario, a nostro parere, che:
• i requisiti di accesso per gli archivisti prevedano, non solo la laurea magistrale in
archivistica, ma anche le lauree in storia, scienze politiche, lettere ed eventuali altre
discipline;
• sia mantenuto il requisito, oltre alla laurea magistrale, di un diploma di Scuola
di specializzazione o dottorato di ricerca o master universitario di secondo livello di durata
biennale in scienze archivistiche oppure del diploma di Archivistica, Paleografia e
Diplomatica rilasciato dalle Scuole degli Archivi di Stato;
• le “Conoscenze specifiche” per gli archivisti previste dall’Ordinamento professionale
includano la storia d’Italia, oltre alla storia delle istituzioni;
• i concorsi per funzionari archivisti prevedano almeno una verifica delle competenze e
conoscenze storiche.
Ci auguriamo pertanto che il Ministero della Cultura, nel procedere alla revisione
dell’Ordinamento professionale del personale non dirigenziale del MiC, nonché nell’emanazione di
nuovi bandi di concorso, voglia tenere conto di queste osservazioni e segnaliamo la nostra piena
disponibilità a un confronto in materia.
Vinzia Fiorino, presidente della Società Italiana delle Storiche ets (SIS)
Marco De Nicolò, presidente della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (SISSCO)
Francesco Panarelli, presidente della Società Italiana per la Storia Medievale (SISMED)
Enrica Salvatori, presidente della Associazione Italiana di Public History (AIPH)
Antonella Meniconi, presidente della Società per gli Studi di Storia delle Istituzioni
Giorgio Caravale, presidente della Società Italiana per la Storia Moderna (SISEM)
Salvo Adorno, presidente della Società Italiana di Storia Ambientale (SISAM)
Carlo Spagnolo, presidente della Società italiana per lo studio della storia contemporanea di area di lingua tedesca (Siscalt)
Marina Benedetti, presidente della Consulta universitaria per la storia del cristianesimo e delle chiese (CUSCC)

